Agriturismo delle Rose, quando la tradizione marchigiana diventa armonia

Questa volta non vi racconterò di una esperienza in un ristorante. No. Questa volta vi racconterò di Manuela e di suo marito Massimo. Di come hanno realizzato un vero agriturismo e di quanta passione e dedizione dedicano per coccolare i propri ospiti.

L’agriturismo è una forma di turismo nella quale il turista è ospitato presso un’azienda agricola.
In Italia, l’esercizio dell’attività agrituristica, da parte delle imprese agricole, è consentito esclusivamente nel rispetto di specifiche norme che ne regolano la connessione con l'”attività agricola” e la denominazione “agriturismo”.

fonte Wikipedia.

agriturismo delle rose

Ma partiamo con ordine, l’Agriturismo delle Rose è situato ai piedi di Monte Urano (FM) ed è facilmente raggiungibile dalla strada “mezzina” che collega i comuni presenti nel tragitto da Sant’Elpidio a Mare a Grottazzolina.

Troverete ad accogliervi all’ingresso la profumatissima lavanda, che vi aiuterà subito a sentirvi a vostro agio e a non pensare ad altro se non alla piacevole convivialità che vi aspetta.

In questa struttura totalmente immersa nel verde è possibile pasteggiare, soggiornare e anche usufruire della piscina interna e delle attività organizzate in base periodo dell’anno.

Ma andiamo al sodo, a lo magnà!

Agriturismo delle Rose, quando la tradizione marchigiana diventa armonia

La cucina dell’Agriturismo delle Rose è genuina e di chiara impronta tradizionale marchigiana. Questa segue la stagionalità dei prodotti anche, anzi soprattutto, per via del fatto che moltissimi ingredienti con cui vengono realizzati i piatti provengono dal loro orto.

Ma attenzione, non pensiate di ritrovarvi davanti il classico piattone della nonna, bensì lo chef Massimo ha fatto tesoro delle tradizioni contadine tramandate dalla famiglia e le ripropone con quel tocco in più, che serve ad aggiungere sapore e a stupire i propri clienti ogni volta come fosse la prima.

Agriturismo delle Rose, quando la tradizione marchigiana diventa armonia

Tra un tortello ripieno di ciauscolo, una tagliatellina al cinghiale, un moccolottu de lo vatte ed erbe aromatiche fritte… l’Agriturismo delle Rose è in grado di accontentare anche i più sfregnati!

Oltre ai primi la cui sfoglia è fatta, ovviamente, in casa, anche i secondi come gli arrosti, gli hamburger, le tagliate e i maialini arrosto (occasionali) dalla cotenna scrocchiosa vi delizieranno.

Le foto che vedete non sono tutte di una stessa sera, bensì sono frutto di anni di test: pranzi, cene… persino il battesimo di Giovanni ci abbiamo fatto!

D’estate è davvero suggestivo mangiare sul prato super curato (merito del robottino che vaga instancabile) o in veranda, mentre d’inverno ci sono due sale semplici e molto curate dove Manuela aspetta solo di farvi sentire a casa. Anzi molto meglio!

Anche i dolci sono interamente fatti in casa e i nostri preferiti tra quelli che abbiamo assaggiato c’è senza ombra di dubbio il salame di cioccolato (e a chi non piace?!) e il millefoglie con crema pasticciera e frutta fresca (io la amo con le pesche).

Per quanto riguarda il vino, l’Agriturismo delle Rose offre due opzioni: o quello della casa di loro produzione (e non un vinaccio alla spina come succede di solito) oppure potrete scegliere da una bella lista di vini del territorio selezionati da diversi produttori locali.

Ah e se vi piace la birra, niente paura, è disponibile pure quella eh! Sia mai!

Agriturismo delle Rose, quando la tradizione marchigiana diventa armonia

agriturismo delle rose

INFORMAZIONI
C.da San Pietro, 9 (6,80 km)
63813 Monte Urano, Marche
Tel. 0734 840333

Clicca qui per cercarlo sulla cartina –> www.casatrippa.it/dove-mangiamo

Koinè: la vineria dai sapori autentici

Koinè è una nuova vineria che si trova in centro a Macerata, nata dalla ricerca e dall’impegno di Emanuele, in poco tempo si è fatta notare per l’altissima qualità della sua offerta. Sia nella selezione dei vini (anche naturali) che delle sfizioserie che li accompagnano e che rendono un semplice aperitivo una vera esperienza!

Il locale è moderno ed accogliente, l’ambiente risulta caldo anche per l’uso dei materiali di cui è composto l’arredamento. Su di una parete interna spicca una lavagna old style su cui sono annotate le offerte del menù, nessuno spreco di carta, solo pura voglia di convivialità.

Appurata l’altissima qualità dei vini offerti, la vera chicca di Koinè vineria è l’oste che con la sua competenza e cortesia sa accompagnare nel mondo del vino chiunque si rechi nel suo locale. Che tu sia un esperto di enologia o un semplice degustatore seriale, grazie ad Emanuele troverai la bevuta più adatta ai tuoi gusti.

Koinè: la vineria dai sapori autentici

koinè vineria macerata

Cosa ci mangiamo per accompagnare questi vini così buoni? Nessun artificio, nessun ingrediente strano, da Koinè vineria la parola d’ordine: è sapore autentico.

E questo si traduce anche in una offerta gastronomica molto legata al territorio e alle tradizioni marchigiane: il ciauscolo, la galantina, il pecorino… provengono tutti da piccole (ma grandi) aziende agricole locali. Le vere eccellenze della nostra regione.


INFORMAZIONI UTILI
Corso G. Matteotti, 6 (19,22 km)
62100 Macerata, Marche
Tel. 333 855 3817

Arcevia da scoprire: il nostro tour godereccio

Già dallo scorso anno avevamo deciso che per il 2020 avremmo trascorso le nostre “vacanze” nelle Marche. Quest’anno più che mai siamo convinti che vivere di più la regione sia una buona idea, ci sono così tanti luoghi da visitare e assaggiare che ancora non conosciamo e ci piacerebbe raccontarli anche a voi.
Dopo aver passato mesi deliranti su più fronti, a giugno ci siamo concessi un break ad Arcevia, cittadina che già mi aveva rubato il cuore lo scorso anno.

L’obiettivo era quello di staccare un po’ la spina, prendersi tempo per respirare e soprattutto avere tempo per guardare con occhi diversi la nostra splendida regione. Abbiamo scritto ogni giorno le nostre tappe così magari anche se non siete venuti con noi, visiterete un pochino Arcevia anche voi!

Arcevia da scoprire: il nostro tour godereccio – day 1

La nostra #ArceviadaTrippare è iniziata presso l’Agriturismo Il Rustico Arcevia che ci ha accolti con una vista spettacolare ed ampi spazi. Se temete il distanziamento sociale, nessuna paura! Il giardino esterno abbraccia tutta la tenuta ed è molto ben curato, inoltre la piscina con vista ha davvero il suo perché. Aggiungo solo che Giovanni (Trippino) non se ne voleva più andare…

Arcevia da scoprire: il nostro tour godereccio

Nel pomeriggio abbiamo fatto visita al Birrificio dei Castelli, che non vi nascondo essere in assoluto uno dei miei tre birrifici marchigiani preferiti. Ci hanno accolto Giovanni e Roberto, due ragazzi che si stanno impegnando moltissimo nel loro lavoro e soprattutto lo svolgono con passione e tanta umiltà. Le loro birre non hanno bisogno di presentazioni, oltre ad aver vinto numerosi riconoscimenti, sono tutte di facile bevuta e adatte anche a chi le artigianali non le conosce bene. Aromatiche, profumate ma per niente invadenti, le proposte brassicole dei Castelli sono tutte molto equilibrate. Le abbiamo testate con il Ciauscolo e l’abbinamento è davvero perfetto. Provare per credere!

Arcevia da scoprire: il nostro tour godereccio

Poco distante abbiamo raggiunto la cantina locale Broccanera, accolti dall’ampio sorriso di Giorgio che ci ha subito portati in terrazza per immergerci nel suo mondo fatto di vino e convivialità. Essere circondati a 360° da 5 ettari di vigna di sole uve verdicchio ha un non so che di suggestivo. Non conoscevo i suoi vini lo ammetto, e proprio per questo sono rimasta stupita dalle sue proposte: lo “Scosso” è 100% verdicchio ed il “Dosaggio zero” è uno spumante metodo classico che ha trascorso 60 mesi sui lieviti. Boni, boni, boni.

Dopo i vari giri siamo tornati all’Agriturismo Il Rustico Arcevia per la cena e abbiamo trovato una cucina vera, senza fronzoli e perfettamente calzante con quello che è il resto della struttura: deliziosa. Tagliatelle al sugo per Giovanni (che non se le manda a dire), gnocchi ripieni di carne, agnello scottadito che era una vita che non lo mangiavo così, rollé di coniglio, patate arrosto e tiramisù fresco montato sul momento. Tanta roba.

Arcevia da scoprire: il nostro tour godereccio – day 2

Quante cose si possono fare in un solo fine settimana per conoscere meglio un paese nuovo, oltre a magnà?!

Noi abbiamo cercato di approcciare il lato più naturale del territorio facendo una piccola passeggiata sul monte alla scoperta di fiori spontanei e delle loro proprietà. Con la sua grazia e passione, Melissa di Meglionaturale – Soluzioni semplici per vivere più sani ci ha parlato di antichi rimedi, oleoliti che possiamo realizzare in casa e ci ha spiegato che non dovremmo dare la natura per scontata.
E di questo direi che ce ne stiamo accorgendo un po’ tutti.

Dopo la passeggiata nel verde Arceviese, ci siamo dedicati al lato tripposo fermandoci a pranzo al Chiosco Bar Lo Scoiattolo dove Marina ci ha fatto assaggiare i suoi piatti forti: la immensa braciola “scoiattolo” (una fetta di maiale talmente grossa che per farla stare sul piatto abbiamo dovuto tagliarla a metà) e la piadina fatta da loro con erbe e salsiccia.

Il posto è molto bello, perfetto per le famiglie, è anche dotato di tutti i servizi e distanziamenti del caso. Il luogo perfetto per godersi qualche momento di relax mangiando bene sotto l’ombra degli alberi.

Arcevia da scoprire: il nostro tour godereccio

Dopo il pranzo godereccio abbiamo fatto un piccolo giro culturale nel centro storico di Arcevia con Benedetta, una studiosa e appassionata di arte che ci ha mostrato la chiesa di San Medardo, le opere di Bruno d’Arcevia e l’esposizione permanente di Edgardo Mannucci e Quirino Ruggeri.

Arcevia è custode di molte opere d’arte, da quelle più antiche a quelle più contemporanee riuscendo ad abbracciare i gusti di chiunque e coinvolgendo gli animi anche dei più disinteressati.

Siamo poi stati accolti dalla giovanissima assessora Erika che con i suoi soli 23 anni si sta già impegnando in ambito comunale per valorizzare il suo paese. Ci ha aperto le porte del comune e raccontato la storia di Arcevia, infine le ho proposto di farci cittadini onorari e ha pure promesso che ne parlerà col sindaco (!)

Con la guida turistica di Arcevia che ci ha regalato l’assessora, ci siamo poi diretti verso la piazza principale dove al Bar Centrale Arcevia ci aspettava l’aperitivo per accompagnare le ultime chiacchiere sul territorio.
Abbiamo gustato vino locale e, anche se pensavamo solo di spizzicare qualcosa in vista della cena, ci siamo ritrovati davanti la porchetta fatta dalla macelleria del centro… che fai non l’assaggi? Pareva brutto, no?!

Arcevia da scoprire: il nostro tour godereccio

E per cena? Mica avremo digiunato… Giammai!

Ci siamo recati all’ Agriturismo “La Cantina di Bacco”, un agriturismo splendido avvolto nella natura con spazi aperti e attrezzati con tanti giochi per i più piccoli, una bellissima piscina per gli ospiti delle camere e un ristorante molto curato e accogliente dove gustare piatti del territorio realizzati ad arte.

Zucchine fritte, fiori di zucca, Carpaccio di manzo, tagliata al sale nero e rosmarino, frittura di 4 tagli di carne… Queste sono solo alcune delle cose che abbiamo gustato per cena, il tutto accompagnato da vini locali.

Arcevia da scoprire: il nostro tour godereccio – day 3

Con un po’ di magone e quei 5kg in più, abbiamo trascorso l’ultimo giorno IN Arcevia. Eh si, ho scoperto che non si dice AD Arcevia e che fino ad ora ho sempre sbagliato a scrivervelo. Misà che non lo sapevate manco voi!

Abbiamo chiuso il fine settimana in bellezza recandoci a Piticchio per visitare Museogiocando il museo interamente dedicato ai giochi: dai più antichi fischietti in creta a forma di animali, alle ricostruzioni di vere stazioni e luna park con trenini storici e giostrine perfettamente funzionanti e in movimento.

Ad ideare questo giocoso progetto sono Giovanni e Antonina, una coppia che dopo la pensione è fuggita da Roma e si è innamorata di Piticchio. Qui hanno iniziato a curare il loro museo con le loro stesse mani e quelle di tanti collaboratori appassionati. Ora, dopo più di 7 anni, Museogiocando è quasi pronto per accogliere il pubblico che potrà visitare le sale e conoscere la storia di ogni giocattolo dalla voce di Giovanni in persona oppure utilizzando la loro App che raccoglie informazioni dettagliate di ogni singolo pezzo.

Non pensiate si tratti di un “posto da bambini”, al contrario, resterete rapiti dalle corse sfrenate dei trenini e tornerete piccini davanti alle pareti piene di giochi esposti in ordine cronologico.

Arcevia da scoprire: il nostro tour godereccio

Ovviamente prima di ripartire non potevamo non fare l’ultima sosta godereccia, giammai!

Per l’ultimo pranzo Arceviese ci siamo diretti alla Stazione di Posta Ristoro e cambio cavalli, la struttura principale che ospita il ristorante è un casolare tradizionale a mattoncini immerso nel verde.

Al suo interno i locali sono molto ben curati, nessun dettaglio è lasciato al caso, su ogni tavolo ci sono vasetti con fiori di campo freschi e alle pareti i quadri dell’artista contemporaneo arceviese Giuseppe Gigli.

Nonostante mostrassimo segni di cedimento dopo le precedenti magnate, non ci siamo tirati indietro e abbiamo avuto ragione: alla Stazione di Posta si mangia proprio bene!
Abbiamo ordinato tortino di asparagi con fonduta, cordoncini con pancetta e rucola, triangoli verdi ripieni di coniglio, coniglio ripieno di fave e creme brulé olé! Tutti piatti gustosi ed abbondanti, ma Stazione di posta è molto di più di questo. Infatti la tenuta ospita anche cavalli da maneggio, giochi per i più piccoli e sono attivi con la didattica all’aperto e organizzatissimi per accogliere gruppi numerosi di famiglie e pranzi di classe.

Arcevia da scoprire: il nostro tour godereccio

Dopo pranzo abbiamo lasciato a malincuore Arcevia, ma siamo stati felici di aver aggiunto un pezzetto in più al nostro mosaico di paesi marchigiani. Siamo ancora più convinti che le Marche so belle tutte, sta a noi avere la voglia e l’apertura mentale di visitarle per scoprire tutte le peculiarità di ciascun territorio.

Che dire, abbiamo fatto questo tour, oltre che magnando, per conoscere al meglio il paese dai 9 castelli ma ci rendiamo conto che il tempo a disposizione non è stato sufficiente per ammirarne tutte le peculiarità. Ecco perchè stiamo pensando di organizzare una nuova gita.

Infatti la bella notizia è che Arcevia è bella sempre, ci aspetta in tutto il suo splendore per tutto l’anno!

Vacanze a Porto Potenza: la rivincita del paese di passaggio

Se qualche anno fa mi avessero detto “vieni a fare le vacanze a Porto Potenza Picena” mi sarei messa a ridere. Non perchè non ne apprezzassi la bellezza, ma perchè non la conoscevo proprio! Fino a qualche anno fa associavo questo comune marchigiano allo storico Rockaway o al cornetto notturno “de lu vampiru”, ma oggi che entrambi sono chiusi e vado a dormire alle 22.00, ammetto che è stato un piacere immenso guardare Porto Potenza con occhi diversi.

Vacanze a Porto Potenza

Vacanze a Porto Potenza: la rivincita del paese di passaggio

Spiagge ampie, spazi verdi curati ma soprattutto ottima offerta ristorativa. Ecco la Porto Potenza Picena che abbiamo scoperto questa estate.
Ogni volta che si accede alla spiaggia sbucando fuori dagli stretti sottopassi sgrano gli occhi e mi chiedo “Ma perché non ci vengo più spesso?”. E visto che non ho una vera risposta a questa domanda… ho iniziato a frequentare Porto Potenza Picena con assiduità!

Grazie all’invito dell’Assessore Tommaso Ruffini e Potenza Picena Turismo in collaborazione con ARA Ristoranti & Alberghi ho avuto modo di assaggiare l’accoglienza di Potenza Picena sotto tanti punti di vista differenti. Insieme ad altri colleghi promotori del territorio marchigiano abbiamo cenato in ristoranti sul mare, passato una giornata di mare in famiglia e scoperto un luogo magico unico nelle Marche.
Ma andiamo per step…

Vacanze a Porto Potenza: la rivincita del paese di passaggio

La nostra ri-scoperta di Porto Potenza Picena parte da un pranzo al mare al Ristorante Giamirma Balneare insieme ad altri blogger marchigiani dediti alla promozione del territorio proprio come me. Il menù, di cui vedete alcuni piatti, è stato preparato a quattro mani degli chef Domenico De Angelis e Devid Pellini (del Ristorante Il Pontino – Catering Marche) che hanno voluto rappresentare tutta l’associazione ARA. I piatti erano tutti semplici, buoni e realizzati con materie prime locali. Un menù ideale da essere gustato al mare e che tra una forchettata e l’altra ti faceva dire “ah però!” Ad accompagnare le portate ci sono stati i vini di due delle cantine del paese: Cantina Casalis Douhet e Cantina Andrea Giorgetti.

Magia, giocosità e maestosità: l’altro lato di Potenza Picena!

Vacanze a Porto Potenza

Ogni volta che si pensa di sapere già tutto di un luogo, è proprio in quel momento che le Marche ti sorprendono.

Ecco cosa è successo già dal parcheggio di Villa Buonaccorsi quando ci siamo resi conto che un posto così non lo avevamo ancora mai visto.

Quale location migliore per parlare di collaborazione, territorio, materie prime locali e ricettività di questa? Ovviamente parlare a tavola rende il tutto ancora più piacevole e gustando i piatti del Ristorante Il Pontino – Catering Marche è stato davvero un connubio perfetto.

Una serata speciale in una location d’eccezione, piena di storia e particolarità che solo visitando Villa Buonaccorsi potrete vedere.
In genere la Villa ospita matrimoni e cerimonie importanti, ma visto questo anno particolare che ha visto ben poche feste, abbiamo avuto il piacere di godere di una cena in Villa tutta per noi. Tra gamberi rosa con purea di pesche e menta, baccalà mantecato, roscioli croccanti e frittura di sciapica, ci siamo sentiti con i piedi nella sabbia anche se eravamo effettivamente circondati dal verde di Villa Buonaccorsi.

[Se può interessarvi, da quest’anno è possibile organizzare anche piccoli eventi come cene romantiche e compleanni. Basta contattare lo Chef Devid Pellini]

Vacanze a Porto Potenza: la rivincita del paese di passaggio

In queste settimane ho scoperto una Porto Potenza che non mi aspettavo: accogliente, ospitale, dotata di spazi e perfetta per le famiglie.

E poi, non da meno, qua si mangia pure bene. D’estate cosa c’è di meglio di una cenetta tra amici con i piedi sulla sabbia gustando ottimi piatti di pesce? Credo proprio nulla, almeno per me! Eccoci quindi alla nostra terza tappa tripposa al Ristorante Nettuno. Il proprietario ci ha raccontato che si tratta del primo ristorante aperto a Porto Potenza Picena nel lontano 1958, un pezzo di storia cittadina praticamente. Lui lo ha rilevato solo 3 anni fa e si sta impegnando molto per offrire ai suoi clienti delle serate speciali, inoltre il locale è aperto tutto l’anno (hanno pure un caminetto nella sala!).

Anche la spiaggia è gestita dallo staff di Francesco e grazie ad una applicazione è possibile ordinare da mangiare direttamente dall’ombrellone, robba seria oh.

Vacanze a Porto Potenza

Ecco alcuni dei piatti che abbiamo assaggiato e che potete trovare sempre in menù: Polpettina di baccalà con crema di piselli e mandorle, Scorfano con guanciale e formaggio fresco, Panocchia gratinatinata con olive taggiasche e pachino, una Spigola al forno con patate e per dolce… Ostriche, pesca e spumante. Ok noi abbiamo esagerato però se volete saperlo fanno anche degli ottimi crudi di pesce, ne abbiamo vista passare una coppa piena.

Ci tengo a precisare che il ristorante offre un menù un po più essenziale a pranzo durante il periodo estivo, e che per la cena è molto rinomata anche la loro pizza cotta al forno a legna. Questa mi manca, ma vedrò di provvedere presto all’assaggio!

Le Marche sono stupefacenti proprio perché spesso a pochi chilometri da casa ci sono ancora luoghi in grado di stupirci, è proprio ora di recuperare il tempo perduto va!

Vacanze a Porto Potenza: la rivincita del paese di passaggio

Le spiagge ampissime di Porto Potenza Picena sono perfette per le famiglie e trovare parcheggio per chi viene in auto non è una missione impossibile a differenza di altri lidi. Per passare un pomeriggio in spiaggia in famiglia con cena finale, abbiamo scelto lo chalet ristorante GIRIBEACH.

Sapete quei ristoranti dal menù tradizionale dove la materia prima è fresca e comprata direttamente all’asta del pesce? Ecco, esistono ancora e uno di questi è proprio il GIRIBEACH.

Il ristorante è stato aperto da una famiglia di pescatori nel 1962, i fratelli Bruno e Francesco che a loro volta hanno lasciato le redini, e soprattutto l’amore per il pescato del giorno, ai figli Gianluca (un pazzo che si è improvvisato cuoco con successo inaspettato), Laura e Fabio. Tuttora Fabio partecipa all’asta del pesce tutte le mattine… Sarà un vizio di famiglia!
Noi abbiamo preso dei piatti semplici ma molto ben fatti, un vero e proprio menù tradizionale di mare.

Tra primi di pesce, fritture e gratinati di mare, la soddisfazione è assicurata anche se, e qui le vergare ascolane smettano di leggere, si sono avventurati a realizzare le olive ripiene di pesce!

Accoglienza, spazi curati, offerta ristorativa che accontenta ogni preferenza… Porto Potenza Picena ci ha proprio stupito e ringraziamo per l’invito Potenza Picena Turismo e ARA Ristoranti & Alberghi.

Che dire… le nostre vacanze marchigiane proseguono ancora e chissà che non ci scappi una nuova avventura a Porto Potenza Picena. Staremo a vedere!

#incollaborazionecon #CittamarinARA #EstateMarinARA

Crostata con crema pasticciera e fragole fresche, solo a pensarci non vi viene voglia?

Ma questa volta la ricetta tripposa non è per noi. La crostata con crema e fragole sarà un dolce di sicuro effetto da regalare per la Festa della Mamma!

Ammettiamolo, la mamma sa cucinare già di tutto. Dai piatti della tradizione a quelli rivisitati, lei è in grado di cucinare un intero pasto per dieci persone con quattro ingredienti in croce.

Come stupire la Mamma per la sua festa?

ricetta crostata crema e fragole

Sicuramente mia madre sarebbe contenta di ricevere una crostata con crema e fragole decorata così. Ma questa in foto… bhe me la mangio io!

Questa volta non ho seguito la ricetta di una sola persona, ma ho unito due differenti ricette trovate online e le ho leggermente modificate. Come immaginerete le preparazioni sono essenzialmente due e l’effetto wow è dato dalla disposizione delle fragole. Tutto molto fattibile non vi preoccupate… se l’ho fatto io figuratevi voi!

Quindi, resistete alla tentazione di mangiare tutte le fragole e iniziamo la ricetta della crostata per la Festa della Mamma.

INGREDIENTI
per realizzare 1 crostata grande
—————————————
PER LA FROLLA
300 g di farina 00
120 g di zucchero
150 g di burro freddo
4 tuorli
un pizzico di sale
buccia grattugiata di un limone non trattato

PER LA CREMA PASTICCIERA
500 ml di latte
40 g di maizena
80 g di zucchero
2 tuorli
1 bacca di vaniglia
scorza di limone non trattato

Ricetta crostata crema e fragole – Step 1

In una ciotola capiente unite la farina, lo zucchero, il burro, i tuorli d’uovo, un pizzico di sale e la scorza di limone grattugiata. Lavorate gli ingredienti con le mani fino ad ottenere un impasto morbido, abbiate pazienza e anche se avrete il dubbio che non si amalgami, la pasta verrà bene.

TIPS – Non fatevi prendere dai dubbi, se il burro è ben freddo da frigo, l’impasto verrà bello sodo e liscio!

Una volta che l’impasto della frolla sarà omogeneo procedete a formare un palla, avvolgetela con la pellicola trasparente e fatela riposare in frigo per circa 30 minuti.

Ricetta crostata crema e fragole – Step 2

Mentre la frolla riposa in frigo, è il momento di preparare la crema pasticciera.

Prendete un pentolino, versatevi il latte e fatelo scaldare con una scorza di limone senza però raggiungere il bollore, quando sarà ben caldo spegnete e tenete da parte.

In una ciotola unite lo zucchero, l’amido di mais, i tuorli d’uovo e la vanillina. Lavorate bene con una frusta fino ad ottenere un composto spumoso.

Prendete un mestolo di latte caldo e iniziate ad incorporarlo al composto. Aggiungetene un’altro e una volta che tutto lo zucchero si è sciolto per bene, versatelo nel pentolino con il resto del latte caldo. Portate il composto ottenuto sul fuoco e fate cuocere a fiamma dolce fino ad ottenere la consistenza cremosa desiderata. Infine spegnete e tenete da parte a raffreddare.

TIPS – se volete far raffreddare la crema prima, trasferitela su un piatto e mettete la pellicola a contatto in modo che non faccia la pelliccina.

Ricetta crostata crema e fragole – Step 3

E’ il momento di preparare e cuocere la pasta frolla. Riprendete il panetto di pasta frolla dal frigo e, con l’aiuto di un matterello, stendetelo formando una sfoglia spessa circa mezzo centimetro.

Prendete uno stampo per crostate, imburratelo ed infarinatelo leggermente e adagiate la vostra sfoglia facendola aderire bene ai bordi ed eliminando la pasta in eccesso.

Bucherellate il fondo della sfoglia con una forchetta e infornate per circa 15 minuti a 180 gradi, fino a raggiungere la doratura desiderata. Una volta pronta, tiratela via dal forno e fatela raffreddare 

TIPS – se usate uno stampo forato (come il mio in foto) non vi occorrerà imburrare e infarinarlo.

Ricetta crostata crema e fragole – Step 4

Ora arriva il bello: la composizione!

Versate la crema alla vaniglia sulla base di pasta frolla e livellatela con una spatola per dolci formando uno strato omogeneo.

TIPS – assicuratevi che sia la frolla che la crema siano ben freddi prima di comporre la vostra crostata.

Pulite le fragole, tagliatele a metà e iniziate a decorare la crostata formando dei cerchi e procedete man a mano fino al centro.

Infine fate riposare la crostata in frigo in modo che si fermi per bene.

TIPS – potete conservare la crostata in frigo per un massimo di due giorni ma… secondo me la finite prima!

TIPS – se avete utilizzato uno stampo medio/piccolo potete produrre due crostate: una per la mamma e una per voi.

Prima di questa quarantena non avrei mai pensato di cercare la ricetta della piadina per farla in casa. Essendo sempre di corsa, in genere le prendo già pronte e a tavola le farciamo a mò di svuotafrigo. Ma cavalcando l’onda del “fatto in casa è tutto più buono” ho deciso di tentare.

Come scegliere la ricetta per la piadina perfetta online?

Spesso quando si cerca una ricetta online si ha il dubbio sulla riuscita del piatto, e di quanto possa essere autentico rispetto all’originale. Forse te lo stai chiedendo anche tu, vero? Nel caso della piadina, trovando molte ricette che differivano tra loro, ho scelto di giocare il jolly e cioè… Chiedere ad una vera riminese! E passa la paura, tié! 

nb. prima ancora che vediate gli ingredienti faccio outing. Nella vera piadina romagnola ci va lo strutto, e su questo non ci piove! Solo che non tutti, soprattutto in questo periodo, abbiamo lo strutto in casa e quindi ho scelto di realizzare la ricetta della piadina utilizzando l’olio di oliva. Chiedo venia a tutte le Azdore romagnole!

In questo periodo abbiamo impastato ogni sorta di lievitato, e ora che molti di noi sono tornati a lavoro, si rientra a casa e si ha voglia di qualcosa di buono, confortante e che accontenti i gusti di tutta la famiglia.

Quindi perché non provare a fare la ricetta della piadina?!


Questa ricetta è perfetta per realizzare fragranti piadine e gustosi cassoni (sapete cosa sono, vero?!) e ce l’ha donata una cara amica riminese che non vedo da fin troppo tempo: Raffaella Vanni. In realtà lei ci ha tenuto a precisare che la ricetta, semplicissima e di sicura riuscita, non è sua bensì di Nicola Lami (della Piadineria El’Matt). Insomma… di chiunque sia la paternità della ricetta importa poco. Gli ingredienti sono pochi, l’impasto è rapidissimo cosa aspettiamo ancora?

Daje, diamoci da fare!

INGREDIENTI
per realizzare 8 piadine (o cassoni)
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500 g di farina tipo 2 (va bene anche la tipo 1)
50 g di olio di oliva
250 g di acqua
5 g di sale (la dose è basica, se la volete più saporita aggiungetene di più)
10 g scarsi di bicarbonato

Ricetta piadina – Step 1

In una ciotola versate la farina ed iniziate ad aggiungere pian piano tutti gli ingredienti. Io ho iniziato con l’acqua mescolando con una forchetta, poi ho versato l’olio continuando a lavorare l’impasto. Infine aggiungete il bicarbonato ed il sale. Tutta l’operazione è molto rapida e la successione degli ingredienti non è molto importante.

Vedrete che con la forchetta non sarà più possibile procedere e quindi impastate, anche direttamente in ciotola se lo trovate più comodo, con le mani.

Una volta che l’impasto della piadina sarà sodo e ben amalgamato possiamo coprirlo con la pellicola e lasciarlo riposare un paio d’ore. Questa non è una ricetta che necessita di lunga lavorazione, l’importante è che vediate che la pasta sia uniforme e non preoccupatevi se sembra troppo dura, riposando si assesterà.

Ricetta piadina – Step 2

Riprendete il vostro impasto e trasferitelo su una spianatora. Aiutandovi con un po di farina formate 8 panetti e, dopo averli lavorati rapidamente, potete procedere a realizzare i dischi di piadina.

TIPS – Se lo trovate più semplice iniziate a lavorare i panetti prima con le dita e poi aiutatevi con il mattarello.

TIPS – Per praticità nei movimenti, formate le piadine vicino alla padella dove le cuocerete. In questo modo non dovrete vagare con le piadine in mano che potrebbero deformarsi ancora di più.

Non tentate di fare piadine perfettamente rotonde, la perfezione lasciamola a quelle industriali… noi pensiamo al gusto va!

Una volta pronta la prima piadina, prendete una padella preferibilmente con fondo alto ed antiaderente e mettetela sul fuoco. L’ideale sarebbe la padella per crepes ma se non l’avete adattatevi con una padella capiente che avete già.

TIPS – per sapere quando la padella sarà abbastanza calda, fate la prova con qualche goccia d’acqua. Se le goccioline “correranno via”, vuol dire che la temperatura è giusta.

Ricetta piadina – Step 3

Una volta pronta la padella, iniziate la cottura della vostra prima piadina senza strutto. Mettetela in padella senza aggiungere nulla e iniziate a bucherellarla con una forchetta in modo che non crei bolle in superficie.

Questa operazione vale solo per il primo lato, girandola per cuocere l’altro non ci sarà più rischio che si gonfi.

Una volta cotta la prima piadina, mettetela su un piatto coperto con un canovaccio. Man a mano che cuocerete le vostre piadine le impilerete una sull’altra coprendo sempre con il panno. In questo modo resteranno fragranti e manterranno il calore.

Ora che le vostre piadine sono pronte non avete bisogno delle mie istruzioni per farcirle… mettete tutto quello che avete in frigo e buon appetito! Noi ne abbiamo fatta una con formaggio spalmabile e prosciutto cotto per Trippino, una con lonza marchigiana e melanzane grigliate, un’altra con salmone affumicato e pepe rosa ed insalata.

Insomma… una volta che la piadina è buona metteteci quello che vi pare!

Ah e se vi avanzano… potete farcirle con una ottima crema spalmabile e usarle come dolce per il fine pasto o colazione per il giorno dopo!