La Cartina delle Marche in dialetto: un progetto che ha coinvolto da subito tantissimi utenti della fanpage TRIPPAdvisor .

L’idea è nata pensando alla composizione geografica delle Marche e alle sue mille sfaccettature dialettali. Parliamo di una regione che già di per sè si chiama al plurale, e questa caratteristica si rispecchia in ogni sua forma. Infatti da nord a sud sono moltissime le parole, i modi di dire e le cadenze marchigiane, ad essere totalmente differenti.

Perchè realizzare la Cartina in dialetto delle Marche?

Questa domanda me la sono posta moltissime volte tra un paesetto da inserire e l’altro stile “ma chi me l’ha fatto fa?”.
Come immaginerete non è stato semplice realizzare la Cartina delle Marche in dialetto ed ho perso più volte la calma. Le segnalazioni arrivate sono state tantissime e molte di queste erano pure discordanti! Quindi, Google Maps alla mano, ho cercato di incastrare tutto ciò che potevo fin alle più piccine frazioni. Perchè si sa, i marchigiani sono pignoli e se sbagli di mezzo millimetro la distanza tra un paese e l’altro… è una tragedia!

Devo ammettere che elaborare graficamente la cartina delle Marche in dialetto è stata una sorta di riscoperta anche per me. Tra una segnalazione e l’altra ho scoperto che ci sono diversi paesi soprannominati Serra o Castello, che esiste un paese che in dialetto si chiama La Tomba e che tra i paesi più acclamati di tutti ci sono Lapedona e Pedaso.

Basta dare un’occhiata alla cartina delle Marche allegata per trovare a colpo d’occhio la molteplicità del suo dialetto. Studia i paesi della provincia di Pesaro e poi passa a quella di Ascoli, non sembrano due lingue completamente diverse?

Il bello delle Marche è che ogni abitante di ciascun paese pensa di parlare il “dialetto” giusto, così come è certo di avere la ricetta de lu ciammellottu perfetta.

Se ancora non conoscete questa regione ricca di storia, sapori e paesaggi mozzafiato seguite questo consiglio: studiate la Cartina delle Marche in dialetto, scegliete i paeselli che più vi incuriosiscono e… veniteci a trovare!

Vuoi scaricare la cartina per stamparla e vederla meglio oppure per sfoggiarla in casa?
🔽 Scaricala qua! 🔽

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[[ Realizzare la cartina delle Marche in dialetto è stato possibile anche grazie a tutti i numerosissimi tripponi che hanno dato il loro contributo. Incastrare ogni paese e frazione non è sempre stato semplice, perciò se qualcosa è imperfetto non te lamentà e fatte ‘natru vicchiè de vì roscio! Pozzi campà cent’anni ❤️]]

 

 

Ciao Deborah, ti va di partecipare ad “Un mare di vita in un caffè” che organizziamo alla rotonda di Senigallia?

Questo è l’invito che ho ricevuto dalla splendida Dorina (de Le Marchese del Gusto) un venerdì sera. Lei è una tipa esplosiva che si tratta sempre bene a tavola, quindi diciamo che è una certezza per quanto riguarda il cibo locale. Non potevo che risponderle di si, in fondo quando lo magnà chiama… la Trippa risponde!

Senigallia - Un mare di vita in un caffè
Senigallia – Un mare di vita in un caffè

Durante la rassegna stampa il patron di Orlandi Passion Mauro Cipolla, ci ha presentato l’intero progetto con emozione e profondo coinvolgimento. Un mare di vita in un caffè avrà proprio quest’ultimo, il caffè, come grande protagonista di tutto l’evento. Si svolgerà lunedì 27 Maggio proprio alla rotonda a mare di Senigallia e vedrà ben 30 chef locali proporre la loro interpretazione del caffè, oltre a 7 showcooking imperdibili.

Durante l’intera giornata dedicata ad Un mare di vita in un caffè, tutti avranno l’opportunità di assaggiare i piatti di chef rinomati come Daniele Citeroni, Mirko Petracci, Alessandro Rapisarda, Andrea Mosca, Leonardo Grillo e tanti altri.

Ma non fatevi ingannare! Quello che di primo acchito può sembrare solo un evento dedicato al caffè in una location da sogno (che già sarebbe bastato) si è rivelato essere molto più.

Rotonda a mare - Senigallia
Rotonda a mare – Senigallia

La giornata si aprirà con un congresso di approfondimento dal titolo “Ci vuole palato”. Un momento di riflessione che parlerà degli alimenti che fanno bene al nostro corpo. L’obiettivo è quello di aiutare a fare una spesa consapevole e comprendere appieno la differenza tra il vero artigianato e la grande distribuzione. Tra gli altri ci sarà ospite anche Hilde Soliani che spiegherà la sua visione del cibo attraverso l’aspetto sensoriale.

E non finisce qui! Il vero colpo di scena è che tutto il ricavato della giornata, libero dal costo delle materie prime e iva, sarà devoluto per sostenere la creazione della scuola alberghiera di Amandola. Bello, no?!

Arriviamo quindi alle info pratiche -> L’ingresso, che permetterà di assaggiare il finger food di tre chef, costerà 30€. Per partecipare all’evento bisogna scrivere una mail a lemarchesedelgusto@gmail.com oppure un messaggio al numero WhatsApp 3393025425. Verrà fornito il numero IBAN dove effettuare il bonifico di 30€. Una volta confermato il bonifico verrà inviato via mail il biglietto da stampare e mostrare alla cassa per accedere al congresso e ricevere i tre ticket per i finger food a cui si ha diritto.

Insomma non ho più altro da dire oltre che vi aspetto direttamente là.

Immaginate l’incanto della rotonda di Senigallia animata di persone, piatti, sorrisi, musica, showcooking, e brindisi. E se non ci riuscite, niente paura! Ve lo mostrerà l’incredibile team che ha dato vita a “Un mare di vita in un caffè”.

Dalla collaborazione tra la Raval Family e le Cantine Moroder nasce il BBQ Porco del Conero: una serie di eventi imperdibili nel cuore del parco del Conero.

Il denominatore comune di tutte le giornate è il sano divertimento, il buon cibo, l’ottimo vino (ovviamente Rosso Conero prodotto dai padroni di casa), la musica e la voglia di stare insieme. La cosa davvero bella, e sorprendente di questa iniziativa, è che al BBQ Porco del Conero il barbecue è una cosa seria. Talmente seria che sarà possibile assaggiare il bbq in tanti modi e nazionalità differenti.

La prima data, quella del 25 Aprile, è stata un vero successo e ci fa pregustare i sapori e la musica che ci attendono per il 1 Maggio e 2 Giugno.

foto di Nicola Giorgetti
foto di Nicola Giorgetti

Quindi se vi siete persi la prima giornata e non sapete cosa fare per il 1 Maggio e il 2 Giugno, non fate come al solito. Anzichè ridurvi all’ultimo ecco un modo diverso per passare una giornata in compagnia i cui punti di forza sono 🐷porco 🗺 location da paura e 🎵 musica!

Se conoscete già il RAVAL di Ancona e le Cantine Moroder & Agriturismo Aiòn di Montacuto sapete che l’evento si fa serio. Ma in senso buono. Partecipare è semplicissimo, avrete a disposizione ben 5 navette che dallo Stadio del Conero di Ancona vi porteranno gratuitamente sul posto, senza lo sbattimento di parcheggiare. Una volta nel bus vi verrà consegnato un braccialetto che vi permetterà di accedere alla festa. Tutto l’ambaradan è organizzato sin nei minimi dettagli proprio per offrire la giornata di svago, e porco, che vi meritate.

E se non mii piace il porco? Un po’ ci dispiace ma sappiate che potrete gustare pizza cotta al forno a legna ed altre alternative.

E se sono vegetariano o vegano? Per questa volta ti perdoniamo e anzi, hanno previsto diverse proposte pure per te.

E se ho dei bambini? La festa si svolge già da pranzo e l’evento è family friendly, quindi porta pure anche i piccoli.

E se il vino non mi piace? No problem, la Raval family garantisce cocktail fatti a modo o birra artigianale.

E se non so a che ora riesco a venire? Sappi che se magna da mezzogiorno a mezzanotte… vedi tu!

Volendo si può addirittura prenotare un tavolo, vi basterà inviare un messaggio whatsapp e il gioco è fatto.

Che altro aggiungere… ho avuto la fortuna di partecipare alla presentazione ufficiale dell’evento (mi sono immolata per voi sia chiaro!). Ho ascoltato come nasce questo Coachella de noartri e come è iniziata questa collaborazione assolutamente non banale, e proprio per questo posso espormi e consigliarvi tutto il pacchetto BBQ Porco del Conero. Ovviamente ho anche assaggiato il porco, il rosso conero e un bel cocktail del buon Sebastiano… visto mai!

Insomma, non ci sono nè se nè ma per partecipare al BBQ Porco del Conero, basta solo portare un bel sorriso e tanta voglia di ballare.

Ah e se volete potete anche “ppratarvi” come le scampagnate di una volta!

Il progetto #TiciportaTrippa ci ha portato alla scoperta dei locali che non ti aspettavi a Macerata. Se avete già letto della prima tappa di Civitanova Marche , saprete che questo prevede la scoperta di un centro delle Marche a portata di passeggiata e magnata!

Quando ho deciso di fare questa seconda tappa, l’ho presa come una sfida interessante. Basti pensare che Macerata è uno dei centri più vivi delle Marche. Ospita diverse università e i locali brulicano di giovani sempre alla ricerca di locali insoliti dove mangiare e fare due chiacchiere.

Forse proprio Macerata è una di quelle città dove si va per fare qualcosa, svolgere una mansione, ma non per il puro piacere di visitarla. Mettiamoci in gioco, a chi non è capitato di camminare per il centro di Macerata? Ma quante di queste volte abbiamo alzato lo sguardo e l’abbiamo vista davvero? Passeggiando per il centro e guardandosi un pò attorno si può restare stupiti nello scorgere angoli particolari, scalette suggestive e arcate geometriche.

Insomma scordiamoci la solita Macerata e fingiamoci turisti per un giorno. Anzi per una sera!

Macerata – centro storico

Se non siete pratici della città, esattamente come me, vi consiglio di parcheggiare nei pressi di rampa Zara in modo da poter poi raggiungere il centro a piedi facilmente e non aver problemi con la ztl.

La nostra prima tappa è Koinè un nuovissimo locale che si propone di essere una vineria e si trova in Corso G. Matteotti, 6. Dico propone perchè una volta entrati e conosciuto Emanuele, che vi spiegherà ogni singolo vino della sua offerta, vi sembrerà di aver fatto un vero e proprio viaggio fra le vigne. Lui è un grande appassionato di vini e storie di vignaioli coraggiosi, e in quelle bottiglie troverete quanto di più sincero e naturale ogni singolo acino ha creato. Il locale è nuovo, molto curato ed accogliente, ovviamente assieme alla proposta liquida c’è anche da magnà (sennò dopo ve ‘mbriacate!).

Al centro della sala c’è una lavagna con su scritto cosa può accompagnare la vostra bevuta, ma fossi in voi mi farei consigliare dall’oste per un perfetto abbinamento al vino che ordinerete. Noi ci siamo sacrificati per voi, SOLO PER VOI, e abbiamo scelto un calice di Margò (Regio Bianco) e uno di Radikon accompagnati da baccalà mantecato e crostini con crema di robiola e alici. Se vi sembra troppo “leggero” niente paura, è possibile fare una degustazione di salumi e formaggi del territorio, ordinare una bella focaccia con la mortadella o buttarsi nella galantina locale. Però se volete fare questo #ticiportatrippa con noi, vi consiglio di restare sul light. Sennò a quello che vi aspetta dopo non ce arrivate!

Emanuele tenterà di viziarvi a suon di passiti, moscati, rhum o ottimi whisky ma non cedete! Questo era il degno preludio per scaldarsi un po facendo due chiacchiere, ma il bello (e tosto) deve ancora venire. Uscite in strada e fate un giretto per il centro, la piazza ospita un bellissimo orologio astronomico ad automi, simile a quello di Venezia, proprio sulla torre civica. Altro luogo interessante, e che non ci fermiamo ad osservare troppo spesso, è la Loggia dei Mercanti, costruita nel XVI secolo, è un elegante esempio di architettura cinquecentesca. Insomma il centro è pieno di spunti interessanti che diamo fin troppo spesso per scontati.

Se tutto questo passeggiare, aggiunto all’aperitivo di prima, vi ha fatto aprire lo stomaco è segno che siete pronti per la seconda tappa!

Scordatevi il classico pub o peggio ristorante, il titolo dell’articolo parla di locali insoliti, no? Ed ecco che stasera #ticiportaTrippa vi fa entrare in un circolo per soli soci: si chiama Birreria la Poderosa e lo trovate in Via berardi, 13/15. Questo è un locale che ho molto a cuore perchè ho visto nascere dal nulla, e quando dico nulla intendo proprio nulla. Dal bancone all’impianto spina, gran parte dei pezzi che vedrete al suo interno sono autocostruiti dagli ideatori del locale. Certo si tratta di un ambiente fortemente diverso da quello precedente, ma gli intenti e la qualità dell’offerta è esattamente la stessa.

Appena entrerete troverete Gianluca al bancone intento a spillare una delle 6 vie di birre artigianali (locali e non), e Julian alla sua destra dedito ad accudire a dovere la carnazza. Proprio sopra di lui campeggia una lavagna con le specialità del giorno che variano in base alla spesa quotidiana. Tra Sfilacciato, Diaframma, Bombette normali o alla ‘Nduja, Picana e Pollo speziato sarà amore a prima vista e vorrete assaggiare uno di tutto. Ma vi sconsiglio di farlo, c’è il rischio che implodiate e quindi consiglio di fare “diverse sedute”. Come prima volta ordinate un panino con lo Sfilacciato (che è il piatto forte del locale) e aggiungete qualcosa di più audace per testare la vostra tripposità. Ma attenzione, se sedete al bancone e date troppa confidenza ai due brutti ceffi là dietro, rischiate di tornare a casa rotolando… perciò rregoleteve!

A pasto terminato vi ritroverete super sazi e vi chiederete “Magnà semo magnato e ammò che se fa?” e purtroppo sto per darvi una cattiva notizia… perchè dopo le 21:00 di sera a Macerata pasticcerie e sale da thè sono già belle che chiuse! Siamo rimasti delusi anche noi che però ci siamo lasciati coccolare dal buon Gianluca e i suoi cioccolatini artigianali (alcuni realizzati in collaborazione con Marangoni) accompagnati da whisky per favorire la digestione.

Il progetto #TiciportaTrippa prevede SEMPRE la scoperta di tre tappe e non due come in questo caso, proprio per questo ci ho messo un pò a capire cosa fare. Se e come pubblicare il tour maceratese o accantonare l’idea. Ed ecco che ho deciso di farne due! Questa prima è tutta dedicata al mondo salato e serale, mentre la prossima (che farò prima della stagione calda) sarà una passeggiata pomeridiana alla scoperta di 2-3 locali che vale davvero la pena di conoscere e che contribuiranno a farvi salire tricicli e polistirolo a suon di torte e biscottini.

 

NB. Io non lo so se è normale, ma a riguardare le foto e ripensarci m’è venuta una voglia matta di quei panini lardosi!

NB2. Nessun oste è stato maltrattato per la realizzazione di questo tour.

 

L’Unione fa le Marche: una rassegna di cene a sei mani dove il filo conduttore è la collaborazione fra chef del territorio tra prodotti tipici e piatti della tradizione. Ecco come mi è stato presentato il progetto quando sono stata invitata a partecipare, e subito mi sono chiesta “Cosa c’è da aspettarsi da una cena con ben 3 chef delle Marche tutti insieme?”.

Poteva essere una catastrofe, poteva essere un groviglio di prime donne che facevano a gara a chi presentava il piatto più bello. Non sarebbe stata nè la prima nè l’ultima volta in fondo. Ed invece il risultato è stato sorprendente!

Non solo perchè si è mangiato da Dio, non solo perchè i tre Chef coinvolti erano più affiatati di una squadra di rugby, non solo perchè l’Antico Caffè Soriano di San Benedetto è un luogo vibrante. Nemmeno perchè ad organizzare il tutto c’era lo zampino della Picenum Tour insieme alle Marchese del Gusto. Ma proprio per tutti questi motivi messi insieme e molto altro di più. Non sono una giornalista, sono più famosa per essere in grado di mangiare a quattro ganasse, ma proverò a raccontarvi questa serata particolare.

Si è svolta Venerdì 25 Gennaio la terza cena della serie L’Unione fa le Marche, e gli chef coinvolti erano: Simone Ventresca che giocava in casa, Errico Recanati del Ristorante Andreina di Loreto e Daniele Citeroni di Osteria Ophis di Offida. Tre zone differenti per tre chef dall’identità ben diversa, il tutto convogliato in un unico menù composto da ben 8 portate. Una vera e propria danza di sapori familiari proposti in una veste del tutto nuova. Per capire cosa intendo con questa frase vi lascio alla foto del Benvenuto dello Chef Recanati, titolo del piatto: Facciamo un’oliva ascolana. Dove con “facciamo” si intende che il piatto lo devi proprio fare tu, con gli ingredienti che trovi nella scatola.

 

Abbiamo poi proseguito con “il cracker della nonna” dello Chef Citeroni, “Come una Royal di lepre” di Recanati e “Broccoli, cavolfiore e broccoletti” di Citeroni. Quest’ultimo in particolare mi ha colpito, perchè chi si poteva mai aspettare che un broccolo o un cavolfiore potessero mai essere eleganti? Io no, ma lo Chef dell’Osteria Ophis a quanto pare si.

 

Un altro aspetto molto piacevole della serata è stata l’atmosfera e la convivialità a tavola. Io mi trovavo seduta ad un lungo tavolo al centro della sala, dove non conoscevo davvero nessuno di quelli vicini a me, ma è bastato un brindisi per sciogliersi e passare l’intera cena a chiacchierare e raccontarsi. Ho avuto il piacere di conoscere alcuni dei produttori della serata come le colonne portanti dell’azienda Magnamater (carne razza marchigiana), Stefano della cantina Podere Santa Lucia di Monte San Vito, uno dei titolari di Vini San Filippo e il brillante esponente del frantoio oleario L’Olivaio che ha animato molte conversazioni.

Il tempo passava veloce ed era scandito da ogni nuova portata, che era sempre accompagnata da sguardi ammaliati e “ohhhh” di ammirazione. Il primo “Carnaroli, finocchio, arancia e olive” di Citeroni, seguito dallo “Gnocco di capriolo in salmì, crema di pecorino e cicorietta selvatica” di Recanati, sono stati per me i grandi protagonisti di questa cena degli Chef.

 

A seguire gli ultimi due piatti sono opera di Ventresca, chef dell’Antico Caffè Soriano, “Mai stufo della Marchigiana” come unico secondo e “3.. 2.. 1.. Buon Anno!” come dessert per chiudere col botto tutto il menù e la serata stessa. Non sono una grande amante di dolci, ma vi dirò che terminare un pasto dove ad ogni boccone ti torna in mente un ricordo, con uno stecco di Panettone, un bottone di Torrone e un geleè di Moscato… ti fa proprio rivivere l’atmosfera delle feste pure se sei fuori periodo!

 

Che altro aggiungere? A partire dal cadeau (se dirà cuscì?) di ceci neri dell’Azienda di Torre San Patrizio La Viola, ai brindisi, ai sorrisi, agli sguardi di intesa degli chef, per non parlare poi dei vari sapori… davvero tutto è stato perfetto. Troppo perfetto. Lo volete sapere finalmente un difetto della rassegna L’Unione fa le Marche? Che io so partecipato ad una sola cena e che alla prossima che si terrà l’8 Febbraio io non ce sto! Ma che se fa cuscì?!

 

 

Se vi trovate a Civitanova Marche, vi consiglio io tre posti dove andare senza morire dopo le magnate in famiglia!

Siete appesantiti dopo tutte le mangiate di queste feste natalizie, vero? Eppure avete voglia di alzarvi da quel divano che vi ha risucchiato dal 24 Dicembre ad oggi. Magari è anche l’occasione per vedervi con gli amici per l’ultima consegna dei regali. Ma dove andare senza spendere un patrimonio (per quello ci hanno già pensato i regali!) e non appesantirvi ulteriormente la trippa?

I 3 luoghi di cui vi parlerò oggi sono super collaudati e se avete voglia di un aperitivo, una merenda o un dopocena tranquilli con gli amici, sono proprio quello che fa per voi. In realtà l’idea di raccoglierli tutti insieme mi è venuta dopo che in una sola serata ho mangiato in tutti e tre i locali, passeggiando tra uno e l’altro. Volendo potreste prendere questi suggerimenti come una sorta di itinerario da fare a piedi. Il plus di Civitanova, infatti, oltre “a lo pescio frà” è anche la passeggiabilità. Se riesci a parcheggiare in centro (compito non da poco) è fatta!

Ma non perdiamo altro tempo e iniziamo il nostro itinerario post-festivo. Se dovete vedervi con degli amici nel tardo pomeriggio e volete rimanere in centro per fare poi due passi, vi consiglio di recarvi da Sauardò per un buon pezzo di pizza al taglio diverso dai soliti. Trovate questa pizzeria, e il suo maestro dei lievitati Leonardo Grillo, in Via Carena, 44. [[Forse avete già sentito parlare di lui per la sua precedente posizione da pizzaiolo nel famoso ristorante Signore te ne Ringrazi, del patron Michele Biagiola]]

Arrivati al banco della pizzeria vedete di scordarvi la solita margherita o bianca rosmarino così sottili, che per quanto si sframicano potreste sniffarle. No! Da Sauardò la lievitazione è importantissima, così come i condimenti che arricchiscono ogni pezzo di pizza. Potrete sì trovare alcune tra le più classiche combinazioni, ma quelle che stupiscono davvero sono le speciali: amatriciana sporca, erbe strascinate e pecorino, bollito e giardiniera o ceci e mortadella. Le proposte seguono la stagionalità e ogni settimana il menù varia… proprio per questo è doveroso tornarci ciclicamente!

 

 

Se questi sapori vi hanno aperto lo stomaco, ma non avete il coraggio di affrontare un primo o un secondo piatto nel classico ristorante, avviatevi verso la seconda tappa. Passeggiando per il corso, attraversate la piazza e dirigetevi verso il Comune di Civitanova Marche; lì vicino troverete La Bottiglieria della deliziosa e sempre sorridente Carla. Questa ragazza, giovanissima, ha avuto il coraggio di aprire una piccola enoteca nel cuore della città. L’arredamento è accogliente e il tema vino è forte e chiaro, così come traspare la ricerca delle bottiglie accuratamente esposte. Seppure lo spazio sia limitato, c’è la possibilità di farsi un calice (o una bottiglia in base alla sete!) sgranocchiando della crescia, magari spalmandola con del gorgonzola o ricotta e miele, o del pane carasau con salumi marchigiani e formaggi. Insomma… mettevi comodi che la cara Carla saprà prendersi cura di voi!

 

 

Ora, merenda l’avete fatta e aperitivo con un bel calice di vino pure, cosa rimane? Perchè non concedersi un dolce?! Se pensate sia troppo dopo tutti i panettoni e i frustinghi consumati sotto Natale vi sbagliate! Dove state per andare potrete scegliere se assaggiare un cioccolatino, un mignon oppure una più sostanziosa monoporzione. Ripartite dalla piazza e attraversate tutto il Corso di Civitanova e girate sulla traversa che porta in Via Duca degli Abruzzi, verso la metà troverete la pasticceria di Roberto Cantolacqua. Riconoscerla è semplice, il locale è nuovissimo e il suo stile si fa notare al solo passarci davanti. Inutile dire che affacciati alle vetrine troverete ogni sorta di dolce vi venga in mente di assaggiare. Tra panettoni artigianali, vasi pieni di babà al rhum, biscotti secchi e pasticcetti… non c’è che l’imbarazzo della scelta! Ovviamente qualsiasi cosa scegliate è realizzata dalla pasticceria, si tratti degli impasti dei lievitati che pure dei singoli canditi, che sono il vero punto di forza del loro panettone classico (testato pochi giorni fa 😉 ). Ovviamente per agevolare la digestione potete accompagnare il dolce prescelto con una tisana, caffè o amaro.

 

Se deciderete di visitare uno o tutti e tre questi locali pensatemi, tra un morso, un brindisi o una cucchiata, sappiate che vi invidierò da morire. Solo a scriverne mi è venuta voglia di rifare il tour, meno male che almeno da un posto all’altro si può passeggiare per agevolare la digestione messa a dura prova in questi giorni.

Dopo aver testato questo itinerario Tripposo, mi è venuto in mente che potrebbe essere un buon modo per promuovere qualsiasi paese delle Marche, questa volta è toccato a Civitanova ma… quale sarà il prossimo?! Visto che non lo so manco io, per scoprirlo seguite l’hashtag #ticiportaTrippa!